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giovedì 29 gennaio 2015

164


L'Alfa Romeo 164 è una vettura Alfa Romeo berlina prodotta dal 1987 al 1998 nello stabilimento di Arese, ideata come erede delle Alfa 6 e Alfetta quale ammiraglia della produzione della casa milanese. Il modello cedette il passo, dopo undici anni di produzione e 273.857 esemplari prodotti, all'Alfa 166.
Alla fine degli anni '70 l'Alfa Romeo lanciò i progetti 154 e 156, due nuove vetture a trazione posteriore fortemente sinergiche destinate a sostituire rispettivamente la Giulietta e l'Alfetta. La crisi in cui versava costrinse ben presto la casa italiana a rinunciare al progetto di un nuovo pianale autonomo in favore del pianale Fiat Tipo4, allora in gestazione per le future Lancia Thema e Fiat Croma: il progetto 154 fu abortito, mentre il progetto 156 venne in parte recuperato e riadattato per lo sviluppo di un'ammiraglia a trazione anteriore, la 164. Nel frattempo, per ovviare ai ritardi nello sviluppo, l'Alfa Romeo lanciò i progetti 162A e 162B, rispettivamente le future 90 e 75, riutilizzando per quanto possibile la meccanica dell'Alfetta e della Giulietta. L'acquisizione dell'Alfa Romeo da parte di FIAT fece temere che la nuova proprietà non volesse far uscire l'Alfa Romeo 164, visto che si sarebbe posta in diretta concorrenza con l'altra ammiraglia del gruppo, la Lancia Thema. Presentata nel 1987 al salone di Francoforte, è stata un modello fondamentale per l'Alfa Romeo.
Disegnata da Pininfarina, venne dunque sviluppata sullo stesso pianale utilizzato per Fiat Croma, Lancia Thema e Saab 9000[1]. A differenza di queste, che condividevano molti lamierati e il giro-porte, la 164 beneficiò di alcune modifiche alla scocca e alla sospensione anteriore e quindi presentava una caratterizzazione stilistica molto marcata, grazie al cofano più basso e spiovente e al giro porte differente. La linea a cuneo le permise di raggiungere un coefficiente di penetrazione aerodinamica cx di 0,30. Le dimensioni erano importanti ma non eccessive per la categoria (risultava una delle meno lunghe ma una delle più larghe del segmento) con i 456 cm di lunghezza (467 in versione Super) e 176 di larghezza.
Internamente presentava un abitacolo ampio e confortevole, caratterizzato da un design molto moderno quasi avanguardista, specie per quanto riguarda la consolle centrale che presentava ordinati decine di pulsanti e vari display digitali, oltre alle miriadi di tasti disposti nell'abitacolo. Anche il bagagliaio era molto ampio con i suoi 540 litri di capienza.
Come dotazioni era possibile avere anche sedili elettrici riscaldabili con memoria (sia anteriori che posteriori), climatizzatore completamente automatico, interni in pelle, specchietto fotocromatico, lavafari a scomparsa, sospensioni con taratura regolabile elettronicamente ecc. ed esteriormente delle appendici aerodinamiche dedicate come spoiler posteriore e minigonne.
Fu il primo modello di alta gamma della casa a trazione anteriore. I punti forti di questa ammiraglia oltre alla linea molto riuscita furono le elevate prestazioni e l'ottima tenuta di strada, abbinate ad una eccellente abitabilità e comfort.

Interni
Gli interni sono caratterizzati da sedili che possono essere in pelle o in velluto, comodi, avvolgenti e anatomici, con regolazione livello altezza, regolazione schienale, movimento longitudinale della poltrona e supporto lombare su alcune versioni. Particolare dell'interno di questa ammiraglia è la consolle tipica centrale con innumerevoli tasti disposti razionalmente comprendente: controlli climatizzatore automatico, direzione e flusso dell'aria, fendinebbia posteriori e anteriori, luci di emergenza, apertura baule, apertura tappo carburante e regolazione sospensioni elettroniche su alcune versioni. Inoltre vi erano dei display digitali, più ampi e funzionali nelle versioni post 92. Al di sotto troviamo il vano porta radio ed il vano "fumo" (entrambi con apertura assistita) proseguendo abbiamo la leva del cambio a richiesta automatico su alcune versioni, e la consolle cristalli che comprende i tasti per i vetri anteriori e posteriori, tasto scorrimento continuo vetro anteriore sinistro, chiusura centralizzata, bloccaggio sicurezza bambini finestrini posteriori, apertura tettuccio elettrico (ove previsto).
Dopo i tasti elettrici vi è un piccolo vano portaoggetti, il portamonete e alla fine del canale centrale, vi un altro vano portaoggetti con sportellino e l'accendisigari posteriore illuminato. Posteriormente era prevista come optional la consolle per il comando delle regolazioni elettriche dei sedili posteriori. Davanti al passeggero abbiamo il vano portaoggetti molto ampio e dotato di luce di cortesia. Il quadro strumenti comprende: contagiri, tachimetro e contachilometri, una serie di spie che si estendono orizzontalmente per tutto il quadro e, al di sotto, indicatore voltaggio batteria (o turbo) pressione olio, temperatura acqua e livello benzina. Il volante è regolabile sia in altezza che in profondità. L'abitacolo interno è dotato di bracciolo anteriore e posteriore, 6 altoparlanti, e tendine parasole a scomparsa su alcune versioni. Gli interni sono disegnati e assemblati con cura e l'insonorizzazione dell'abitacolo e di prim'ordine.

Restyling
Durante i dieci anni in cui la 164 restò in catalogo ci furono due principali restyling. Il primo avvenne nel 1990 e riguardò alcuni particolari interni, dai rivestimenti, ad alcuni dettagli come pulsanti del tunnel centrale fino alla nuova gestione del climatizzatore. Dal punto di vista tecnico vennero migliorate le sospensioni e l'assetto venne abbassato di 3 cm.
Verso la fine del 1992 ci fu il restyling più noto. Tale rivisitazione prevedeva due varianti, tra cui quella denominata "Super" che vedeva all'esterno più modifiche. Esteriormente si presentavano nuovi paraurti e paracolpi laterali contornati da listelli cromati, nuovi proiettori anteriori, riestyling della scudo anterirore, nuovi specchietti elettrici con la possibilità di ripiegamento dall'interno e nuovi cerchi ruota con misure fino a 16 pollici. Interiormente, fu ridisegnata la grafica della strumentazione, la consolle centrale inclusa la pulsantiera venne modificata, così anche il mobiletto centrale e relativi comandi. I pannelli porta anch'essi ristilizzati, si presentavano nuovi rivestimenti e nuovi accessori, in particolare per il mercato italiano l'adozione degli air-bags, già presenti nelle versioni esportate oltre oceano.

Motorizzazioni
Il propulsore base tra le motorizzazioni a benzina era il 2 litri Twin Spark bialbero, per chiudere con il 3.0 V6 12v da 192 CV comunemente chiamato "Busso" dal progettista che l'ha ideato, Giuseppe Busso. L'anno successivo alla presentazione fu presentato anche il 2.0 4c di derivazione Lancia, sovralimentato da turbina T3 con dispositivo overboost e raffreddato da intercooler. Nel 1990 il 3.0 12v fu portato a 200 CV e dedicato alla versione Quadrifoglio.
Nel 1991 ci fu un rilevante salto prestazionale e tecnologico con l'entrata in produzione dell'innovativo 2.0 V6 Turbo. Questo propulsore derivava dalla versione 3 litri atmosferica del V6 "Busso" - che già motorizzava la 164 3.0. Caratterizzato da testate e monoblocco in alluminio e completamente gestito elettronicamente, sovralimentato inizialmente da una turbina Mitsubishi/Piaggio TD05H dotata di dispositivo overboost e raffreddata da intercooler, lo stesso della Lancia Delta HF Evoluzione. La potenza era di 210 CV e grazie all'overboost - che consente un momentaneo innalzamento della pressione di sovralimentazione per far fronte a repentine richieste di potenza utile soprattutto alla richiesta di forti accelerazioni utili anche nei sorpassi - la coppia motrice veniva aumentata per diversi secondi a 30.6 kgm e con essa anche la potenza rispetto al valore dichiarato. Tali numeri consentivano una velocità massima di oltre 240 km/h, facendo della 164 V6 Turbo una delle berline più veloci dell'epoca, anche se ancor più di rilievo era l'accelerazione violenta (non tanto da ferma, in quanto soffriva di turbo lag e di scarsa trazione alla partenza, ma quella rilevabile in particolare nei regimi compresi tra i 4000 e 6250 giri) che permetteva a questa 164 di avere degli spunti che nemmeno auto di doppia cilindrata potevano eguagliare.Il mensile Quattroruote nel 1991 rilevò una velocità massima di 241,800; il 0/100 in 7,4 secondi e il chilometro da fermo in 27,60 secondi. AUTO del 03-91 rilevò una ripresa in V 80-120 km/h in 9.04 secondi. Quest'ultima prestazione risultava essere superlativa (per auto dotate di cambio manuale) per l'epoca: una BMW M5 3.8 nell'edizione 10-92 impiegò 10.01 secondi possedendo 340 cv contro gli "oltre 210" (stimati 230-240 in overboost per circa 30 secondi) dell'Alfa. Nel 1992 l'Alfa mise in produzione i nuovi 3.0 V6 24v inizialmente con potenza da 210 CV. Il V6 Turbo venne leggermente depotenziato sulla carta (per motivi di marketing) per non sovrapporsi in catalogo alle versioni 3 litri, anche se preservava comunque degli spunti prestazionali superiori all'aspirato, nonostante il turbocompressore fu sostituito con una "più piccolo" Garrett T25 che doveva consentire un confort di marcia superiore al momento dell'attivazione della turbina ed un inferiore turbo lag. In seguito la volontà dei vertici divenne quella di proseguire nella direzione dei motori aspirati in quanto la tassazione italiana dell'IVA (che gravava al 38% le auto superiori a 2 litri) venne unificata per tutte le cilindrate al 20%, inoltre i propulsori turbo compressi richiedono costi superiori di componentistica.
Nel 1993 arrivò l'evoluzione del 3.0 24v portato a 230 CV che consentiva una velocità massima di 245 km/h. Nello stesso anno arrivò anche la versione integrale.
L'Alfa 164 era disponibile anche con due motori diesel che erano forniti dalla VM Motori, azienda italiana di Cento (FE). avevano entrambi una cilindrata di 2,5 litri e sviluppavano una potenza pari a 84Kw nella prima versione fino al 1992 (Euro1) e successivamente 92Kw nella versione post 92. Tali motori (Aventi la sigla Vm84A) erano impiegati all'epoca anche su altre auto, come Range Rover Classic, Crysler Voyager, Ford Scorpio, Jeep Cherokee e altre vetture; avevano la particolarità di avere la distribuzione a cascata di ingranaggi (invece che a cinghia o a catena, come gran parte dei motori realizzati in quel periodo), e le testate composte da 4 teste separabili (unico punto debole di queste motorizzazioni, perché le testatine potevano spostarsi o creparsi col calore). Malgrado qualche problema con le testate, questi motori sono stati e sono tra i più robusti e affidabili, tanto che non è difficile trovare in circolazione, tuttora, Alfa 164 TD con più di 400.000km. La percorrenza di questi motori arrivava anche a 600.000 km. Il motore VM permetteva all'Alfa 164 di arrivare a oltre 200km/h , e venne eletto il motore a gasolio più veloce del mondo quando venne presentato. Le Alfa 164 TD avevano lo stesso allestimento delle 164 Tspark benzina, nel cruscotto era presente pero, a differenza di queste ultime, l'indicazione pressione turbo. La 164 TD e stata l'auto anni 90 per eccellenza per i "macinatori di kilometri" (si consideri anche la tassazione che prevedeva il cosiddetto superbollo per auto a gasolio), assieme alla lancia Thema Turbo DS e la Fiat Croma TD.

Elenco Modelli

Benzina
ModelloMotoreCilindrataPotenzaCoppia motrice0–100 km/h, sVelocitàAnni produzione
2.0 T.Spark 8v4 cil. in linea1962 cc108 kW (148 CV)187 N·m (138 ft.lbf) @ 4700 rpm9.2oltre 2101987-1989
2.0 T.Spark 8v (cat)4 cil. in linea1962 cc106 kW (144 CV)187 N·m (138 ft.lbf) @ 4700 rpm9.92101990-1992
2.0 TS 8v4 cil. in linea1962 cc106 kW (144 CV)193 N·m (144 ft.lbf) @ 5000 rpm9.92101992-1995
2.0 TS Super 8v4 cil. in linea1995 cc106 kW (146 CV)187 N·m (138 ft.lbf) @ 5000 rpm9.92101992-1997
2.0 Turbo 8v4 cil. in linea1995 cc129 kW (175 CV + overboost)265 N·m (195 ft.lbf) @ 2500 rpm7.2oltre 2201988-1991
2.0 V6 TurboV61997 cc154 kW (210 CV + overboost)306 N·m (226 ft·lbf) @ 2750 rpm7.2oltre 2401991-1992
3.0 V6 12vV62959 cc141 kW (192 CV)261 N·m (192 ft.lbf) @ 4900 rpm7.6oltre 2301987-1989
3.0 V6 12v (cat)V62959 cc135 kW (184 CV)261 N·m (192 ft.lbf) @ 4900 rpm8.12301990-1992
2.0 V6 TB SuperV61996 cc150 kW (205 CV + overboost)285 N·m (205 ft.lbf) @ 2750 rpm8.02371992-1997
3.0 V6 QV 12vV62959 cc147 kW (200 CV)274 N·m (202 ft.lbf) @ 4400 rpm7.72371990-1992
3.0 V6 24v SuperV62959 cc152 kW (210 CV)266 N·m (196 ft.lbf) @ 5000 rpm8.02401992-1997
3.0 V6 24v QVV62959 cc170 kW (232 CV)276 N·m (203 ft.lbf) @ 5000 rpm7.02451992-1993
3.0 V6 Q4V62959 cc170 kW (232 CV)276 N·m (203 ft.lbf) @ 5000 rpm7.72401993-1997
Diesel
ModelloMotoreCilindrataPotenzaCoppia motrice0–100 km/h, sVelocitàAnni produzione
2.5 Turbodiesel4 cil. in linea2499 cc84 kW (117 CV)260 N·m (191 ft.lbf) @ 2200 rpm11.12001987-1992
2.5 Turbodiesel4 cil. in linea2499 cc92 kW (125 CV)288 N·m (212 ft.lbf) @ 2000 rpm10.82021992-1997
164 Q4
L'abitacolo è caratterizzato dalla selleria rivestita di morbida pelle (come anche il volante) e con il divanetto posteriore sostituito da due poltroncine quasi indipendenti.
La 164 Q4 monta il motore V6 24 valvole di 2959 (trazione integrale) con una potenza massima erogata pari a 231  CV a 6300 giri/min e una coppia massima di 280 N m (28,5 kgm) a 5000 giri/min. L'alimentazione (con accensione elettronica integrata) è ad iniezione elettronica multipoint Bosch Motronic M3.7.
Le sospensioni sono all'avantreno a ruote indipendenti, braccio trasversale con montante telescopico (schema MacPherson), molla elicoidale; sul retrotreno a ruote indipendenti, bracci trasversali e biella longitudinale, molla elicoidale; barre stabilizzatrici anteriore e posteriore, ammortizzatori idraulici a taratura programmabile dall'interno dell'abitacolo tramite un pulsante situato sul cruscotto. In posizione "Auto" gli ammortizzatori vengono tarati automaticamente in base al fondo stradale, premendo"Sport", le sospensioni diventano più rigide e si modifica l'assetto,per una guida sportiva.
L'impianto frenante è dotato di 4 freni a disco (anteriori autoventilati) con ABS.
Il cambio è di derivazione sportiva a 6 rapporti Getrag con sesta marcia di potenza.
La trazione integrale permanente dispone di giunto viscoso centrale "Viscomatic", sviluppato in esclusiva dall'Alfa Romeo in collaborazione con la Steyr-Puch, e di differenziale posteriore di tipo Torsen.
Le prestazioni rilevate dal mensile Quattroruote parlavano di 240,459 km/h di velocità di punta e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi; un altro mensile, Auto parlava invece di velocità massima di 237,650 km/h e uno 0–100 km/h in 6,9 secondi.
Nell'ottobre 1998, la "164 Q4" cessò di essere commercializzata, il suo prezzo in quel momento era di 81.650.000 lire.

La 164 Pro Car
Nel 1988 venne presentata una versione con motore 3.5 V10. Una vettura "laboratorio" sviluppata con tecnologie all'avanguardia, per l'uso nelle competizioni. All'epoca della presentazione la vettura sviluppata per le competizioni, avrebbe potuto avere una produzione in piccola serie limitata.
Nacque così la 164 ProCar, un bolide con motore centrale da 620 CV capace di 340 km/h, capace di coprire i 400 metri con partenza da fermo in 9,7 secondi. Dotata di un telaio monoscocca in carbonio e di carrozzeria in kevlar, sospensioni anteriori e posteriori a doppi quadrilateri deformabili del tipo push rod (oggi ampiamente utilizzato in Formula 1) che ricalcava le linee della 164 di produzione. L'Alfa Romeo sviluppò questa vettura nel rispetto del regolamento Production Car e doveva essere destinata a gareggiare nel mai nato Campionato Production Car.
A causa della mancata nascita del Campionato Production Car quest'auto è stata prodotta in esemplare unico ed è attualmente custodita nel Museo Storico Alfa Romeo.

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